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Paolo Villaggio, autore dimenticato?

Paolo Villaggio è scomparso ieri all’età di 84 anni, dopo aver regalato al cinema ed all’immaginario collettivo italiano un personaggio indimenticabile, il ragioniere impacciato, triste e rassegnato, inchiodato in una vita mediocre e fatta di routine, che vede destinato al fallimento ogni raro tentativo di ottenere un cambiamento.

Perché parliamo di questo personaggio del cinema, dall’ironia grottesca ed a volte feroce? Perché la figura del tragicomico impiegato nasce dalla penna di Paolo Villaggio, che nel 1971 pubblica il suo primo libro, Fantozzi titolo assonante con l’oggetto che meglio richiama l’essenza del ragioniere, il fantoccio appunto.

I film verranno dopo, e consacreranno una maschera che però ci piace inserire in un preciso filone della letteratura.

È appena il caso di ricordare la figura di fine Ottocento del travèt, “impiegato che ritiene di avere trovato il posto sicuro e soprattutto decoroso, ma in realtà non è altro che un umile impiegato che, per quanto laborioso, è sempre maltrattato”, che nasce con la commedia Le miserie ‘d Monsù Travet proprio in area piemontese (Villaggio era genovese).

E nell’Italia postunitaria, quando sorge la burocrazia ed un settore industriale e di servizi, la letteratura italiana narra in modo sistematico il personaggio dell’impiegato come modello di una classe sociale nuova, emancipata dalla campagna ma schiacciata dai ritmi forsennati della città, e subordinata a gerarchie imperscrutabili e inscalfibili.

Ed allora a volte in chiave comica, a volte tragica o umoristica, Pirandello (Tu ridi e Il treno ha fischiato), Svevo (Una vita), Tozzi (Ricordi di un impiegato) affidano a questo personaggio-maschera la narrazione del dramma quotidiano dell’era moderna e lo rendono protagonista suo malgrado di opere teatrali, novelle e romanzi. Ed all’estero ovviamente occorre ricordare almeno Kafka (La metamorfosi) e Melville (Bartleby lo scrivano).

 

 

 

 

Biblioteca da aMare

Biblioteca da aMare

Buongiorno a tutti!

Vi comunichiamo che da sabato 1 luglio saremo operativi anche presso la postazione estiva allestita nei locali dell’Associazione Albergatori “Riviera delle Palme”,  Lungomare Marconi n. 39/a.

Gli orari della Biblioteca da aMare – attiva dal 1 luglio al 31 agosto – sono i seguenti: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, la domenica dalle 9.30 alle 12.30.

Il servizio si aggiunge a quello ordinario svolto presso la sede principale in Viale Alcide De Gasperi n. 124, che nei mesi estivi osserverà i seguenti orari: a luglio, come di consueto, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.30 ed il sabato dalle 9 alle 13, mentre dal 1 al 31 agosto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30, il sabato dalle 9 alle 13.

Vi aspettiamo!

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Sei personaggi in cerca d’autore: 1921

Il capolavoro del metateatro dello scrittore siciliano è senza dubbio Sei personaggi in cerca d’autore. Celeberrimo l’esito della prima, tenutasi il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma: gran parte del pubblico contestò la rappresentazione al grido di “Manicomio! Manicomio!”.

 

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Così è (se vi pare): 1917

Pirandello compone ancora un dramma di ambientazione borghese.

Così è (se vi pare) vede una lunga gestazione che porta l’autore a rivedere quasi completamente il testo, fino alla nuova messa in scena del 1925.

Se ne Il berretto a sonagli è la pazzia il tema fondante, inteso come sovvertimento delle convezioni borghesi, ed unico modo per poter proclamare la verità, in Così è (se vi pare) la verità stessa è divenuta inconoscibile.

150 Pirandello

Il berretto a sonagli: 1916

Uno dei capolavori del teatro di Luigi Pirandello, Il berretto a sonagli è uno dei testi più rappresentati del drammaturgo siciliano.

Il tema della follia e del suo rapporto ambiguo con la verità trova in questa opera una delle espressioni più felici del teatro di tutti i tempi. Guido Davico Bonino commenta Il berretto a sonagli.

Il testo fu molto amato da Eduardo De Filippo, che lo portò in scena con la sua compagnia, anche in una versione per la televisione.

150 Pirandello

La giara: 1916

Pirandello scrisse anche numerose novelle generalmente destinate alla pubblicazione su quotidiani, e che furono poi riunite sotto il titolo di Novelle per un anno.

Qui è possibile ascoltare la lettura di La giara, in una edizione radiofonica interpretata da Salvo Randone. La regia è di Giandomenico Giagni.

Composta nel 1916, La giara contiene molti dei temi tipici dell’autore di Agrigento. Qui un saggio di Antonio Scuderi sul testo.

150 Pirandello

Il fu Mattia Pascal: 1904

Nel 1904 Pirandello scrive il romanzo Il fu Mattia Pascal.

Qui è disponibile una versione ridotta dell’opera, registrata per la trasmissione di Radio 3 Ad alta voce: l’italianista Geno Pampaloni ha rilasciato un’intervista sul capolavoro di Pirandello.

Pirandello descrive con cura la biblioteca in cui lavora il protagonista della vicenda.