Bibliografie

A Carnevale ogni… lettura vale!

Oggi con il Giovedì grasso arriva, dopo lunghe giornate fredde e nevose, il periodo di Carnevale, la festa di piazza per eccellenza, il momento del mondo alla rovescia, un lasso di tempo da poter dedicare al divertimento e alla spensieratezza.

Per l’occasione in biblioteca è stato allestito uno scaffale tematico con alcuni testi per bambini ma anche per i più grandi che ne ripercorrono la storia oppure che illustrano il Carnevale nostrano, quello storico di Offida e di altre città italiane famose per i festeggiamenti dedicati a questa goliardica ricorrenza (Venezia, Ivrea, Viareggio).   

Nel suo testo critico sull’autore francese Rabelais, il russo Michail Bachtin esprime, mediante l’analisi dell’opera Gargantua e Pantagruel, anche la sua concezione del carnevale come fenomeno sopravvissuto fino ai nostri giorni, contrariamente ad altre feste popolari vicine per carattere e stile. Scrive infatti: il carnevale rivela l’elemento più antico della festa popolare e, senza alcun dubbio, possiamo considerarlo come il frammento che si è conservato meglio di questo mondo così immenso e ricco; e ancora: nel carnevale tutti erano considerati uguali, e nella piazza carnevalesca regnava la forma particolare del contatto familiare e libero fra le persone … questo contatto libero … costituiva una parte essenziale della percezione carnevalesca del mondo. … (da L’opera di Rabelais e la cultura popolare: riso, carnevale e festa nella tradizione medievale e rinascimentale).

Il carnevale è soprattutto travestimento: nel nostro patrimonio è presente uno splendido volume, edizione F.lli Treves, del 1900, intitolato Album di Costumi da Maschera, corredato da 76 tavole e 325 figurini nella cui introduzione il curatore scrive: Sta a voi scegliere il costume che meglio s’addice alla vostra persona, perché dovete rammentare che, trattandosi di travestimenti, oltre che al proprio fisico bisogna pensare alla propria indole, e una signora potrebbe essere una bellissima Margherita e una goffa Carmen, potrebbe essere una piacevolissima signora veneziana del secolo scorso ed una noiosissima arlecchina.

 

L’uomo è poco se stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera e vi dirà la verità. (Oscar Wilde)