Biblioteca, Eventi, Incontro con l'autore, Iniziative, Narrativa italiana

Mirko Zilahy presenta È così che si uccide

E cosi che si uccide_coverBVenerdì 11 marzo alle ore 18:00 in Biblioteca l’autore Mirko Zilahy presenta il suo primo romanzo È così che si uccide, edito da LonganesiL’evento è organizzato dall’Associazione culturale Lutteratura e UT, rivista d’arte e fatti culturali, con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto.

Cosa succede quando i canoni letterari di un genere consolidato come il thriller vengono presi e stravolti da uno scrittore che ha in mente una scrittura e un disegno diversi?

Sulla tavola ci sono tutti gli ingredienti di un thriller, quegli stessi ingredienti che ne hanno già fatto un piatto apprezzato a livello internazionale: una città oscura, che offre la sua faccia più torva, fatta di acciaio, ruggine e pioggia. Un assassino seriale metodico, imprendibile, di ferocia chirurgica. Un commissario di straordinaria umanità, affiancato da una squadra in cui spiccano donne di grande acume e sensibilità. Ma questa volta in cucina c’è Mirko Zilahy, letterato e traduttore, studioso di Manganelli e traduttore di Donna Tartt. Ed è qui la sorpresa. Zilahy ha la sapiente capacità di farsi da parte e lasciare che siano i suoi personaggi – tre in particolare: il commissario Enrico Mancini, il killer senza nome e la città, Roma, anch’essa un personaggio vivo e palpitante – a fare la storia. Zilahy la racconta con una sorprendente mescolanza di registri, l’alto e il basso, l’action più travolgente accanto al misurato accostamento di lemmi selezionati con cura quasi ossessiva.

Così come Enrico Mancini non è un commissario come gli altri – tanto per cominciare, è un commissario che rifiuta i casi che si è addestrato a risolvere – anche Mirko Zilahy non è uno scrittore come gli altri.

Mirko Zilahy, nato a Roma il 1 maggio 1974, ha vissuto nel quartiere di Montesacro fino al 1983 quando si è trasferito a Latina per seguire il lavoro del padre, nefrologo presso l’ospedale Santa Maria Goretti. Dopo il liceo classico, è tornato a Roma per l’Università Lingue e Letterature straniere, dove si è laureato, dopo aver gestito un pub, con una tesi su Dracula di Bram Stoker. Si è poi spostato in Irlanda per un dottorato di ricerca sullo scrittore Giorgio Manganelli. Al Trinity College di Dublino ha lavorato insegnando lingua e letteratura italiana. In seguito, al ritorno in Italia, ha lavorato per Fazi editore come redattore-aiuto editor della straniera nella casa editrice. Nel marzo 2014 è uscito nella sua traduzione Il Cardellino di Donna Tartt per Rizzoli (premio Pulitzer). Il mese successivo è diventato editor della narrativa straniera di Minimum Fax. È giornalista pubblicista e collabora con il Manifesto con recensioni letterarie. Oltre alla Tartt ha tradotto autori come Bram Stoker, Roger Boylan, Peter Murphy. È cultore di Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Vive nelle vicinanze del grande Gazometro con la compagna, Paola, e due figli. È appassionato di calcio, arti marziali, hard rock, birra scura e Irlanda.

INGRESSO LIBERO

INFO: 0735.794701 – biblioteca@comunesbt.it – Biblioteca multimediale “Giuseppe Lesca”

Laboratori di lettura, Laboratori di scrittura, Lettura, Narrativa italiana

Si legge Italo Calvino

calvino-italoLa Biblioteca, in collaborazione con la prof.ssa Anna Maria Vitale, titolare del Laboratorio di Scrittura e di Lettura con sede a Porto d’Ascoli, organizza il laboratorio di scrittura e di lettura SI LEGGE ITALO CALVINO.

Articolato in 9 incontri per un totale di 20 ore si svolgerà a San Benedetto del Tronto sia presso la biblioteca che presso il laboratorio di Via Toti nei mesi di marzo, aprile e maggio.

Gli appuntamenti previsti sono incentrati sull’opera Le Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, costituita da una serie di conferenze che l’autore avrebbe dovuto tenere nell’autunno del 1985 all’Università di Harvard nel contesto delle prestigiose Norton Poetry Lectures. Calvino morì prima di riuscire a tenere le lezioni che furono pubblicate postume nel 1988.

Calvino_Lezioni americane

Libro stupendamente duplice, un testo letterario che parla di letteratura. (Giorgio Manganelli).

Per chiunque sia interessato è sufficiente compilare un modulo d’iscrizione, disponibile anche in biblioteca.

Gli incontri si articoleranno nei seguenti giorni, orari e modalità:

Venerdì 7 marzo 15.30–18.30 “L’immagine letteraria” della Leggerezza. Il mito di Perseo.

Venerdì 14 marzo 15.30–17.30 La rapidità. Il lavoro dello scrittore deve tener conto di tempi diversi: il tempo di Mercurio e il tempo di Vulcano …

Venerdì 21 marzo 15.30–17.30 L’esattezza. Il giusto uso delle parole per me è quello che permette di avvicinarsi alle cose (presenti o assenti) con discrezione e attenzione e cautela, col rispetto di ciò che le cose (presenti o assenti) comunicano senza parole.

Venerdì 28 marzo 15.30–17.30 La Visibilità. […] sono le immagini stesse che sviluppano le loro potenzialità implicite, il racconto che esse portano dentro di sé.

Venerdì 4 aprile 15.30–17.30 La Molteplicità. La grande sfida per la letteratura è il saper tessere insieme i diversi saperi e i diversi codici in una visione plurima, sfaccettata del mondo.

Venerdì 11 e martedì 15 aprile 15.30–17.30 Calvino e la decima Musa (la Scrittura e i suoi miti). Studi di scrittura – Schemi di scrittura (il racconto).

Questi due incontri non si svolgeranno, come di consueto, in Biblioteca ma presso il Laboratorio di Scrittura e di Lettura di Porto d’Ascoli, sito in Via Toti 49/A.

Martedì 6 maggio 15.30–18.30 Calvino e il cinema. Da Gli amori difficili: L’Avventura di un soldato, la realizzazione cinematografica di Nino Manfredi. Il cavaliere inesistente nell’ottica di Pino Zac.

Martedì 13 maggio 15.30–17.30 Il confronto delle opinioni. Il dibattito.

A conclusione degli incontri, su richiesta, potrà essere rilasciato  Attestato di frequenza utile per l’acquisizione del credito formativo.

Per informazioni ed iscrizioni:

Tel. 0735.794701/04 – E-mail: biblioteca@comunesbt.it

Prof.ssa Anna Maria Vitale – Tel. 3408770681 – E-mail: testo.immagine@libero.it

 

 

Narrativa italiana

8 maggio 1912: 100 anni fa nasceva Joyce Lussu

Joyce Salvadori Paleotti, più conosciuta con il nome da sposata Joyce Lussu, è nata a Firenze l’8 maggio 1912. Di famiglia attivamente antifascista, conosce fin dall’adolescenza l’esilio, la lotta politica clandestina, l’illegalità e l’insicurezza economica. Milita nei gruppi di Giustizia e Libertà, dove conosce Emilio Lussu, e partecipa alla guerra partigiana in Francia e in Italia; capitano del Corpo Volontari della Liberazione e medaglia d’argento al valor militare; ha studiato filosofia a Heidelberg, è licenciée ès lettres alla Sorbona, e ha un diploma di filologia e letteratura portoghese dell’università di Lisbona. Militante nella sinistra socialista, è in rapporto costante con i movimenti di liberazione dell’Africa e del Medio Oriente. Ha collaborato con saggi politici e letterari alle principali riviste italiane. Ha tradotto poeti soprattutto del terzo mondo: Nazim Hikmet, Agostino Neto, José Craveirinha, Alexandre O’Neill, Ho Ci Minh, poeti afroamericani; oltre a questi volumi ha pubblicato in riviste traduzioni di poeti curdi, danesi, albanesi, africani.

Nota bio-bibliografica tratta da Fronti e frontiere, presentazione e commento di Nicola Tanda, Mursia, 1967, un testo del 1944 rimasto esemplare per la modernità con la quale narra le pericolose avventure della protagonista e per lo stile che Gaetano Salvemini giudicò un capolavoro di semplicità di chiarezza e di immediata efficacia.

Nonostante la tensione progressista che si accentua nelle opere legate al movimento femminista, resta nell’opera della Lussu, un legame profondo, un rispetto dinamico per le tradizioni, le autonomie culturali, le storie locali, raro per quegli anni, e che la portano ad occuparsi, con la Storia del Fermano, suo luogo d’origine, di un nuovo modo di fare storia locale per introdurla nell’insegnamento scolastico. Così scrive nella premessa al volume a cura de Il lavoro editoriale del 1982, pubblicato dieci anni dopo la prima edizione Marsilio: la metodologia seguita per compilare questa storia era allora una novità. Partire dalla storia locale, dalla storicizzazione del proprio ambiente, non per limitarsi a una cronaca magari agiografica, ma per collegarsi criticamente alla storia generale, non era un metodo diffuso né nelle scuole né nelle accademie; soprattutto se in questa storia s’immetteva anche il quotidiano con i suoi elementi economici, sociologici, antropologici, ecologici, culturali, non in forma conclusiva ma come base di ricerca e di dibattito, aperto a tutti gli apporti successivi. Questo libro veniva perciò accolto come una provocazionee una contestazione al modo comunemente accettato di fare storia. 

Anche se non amava definirsi una poetessa l’esistenza di Joyce Lussu è attraversata dalla poesia e Inventario delle cose certe è il volume che raccoglie l’insieme della sua produzione poetica e il cui titolo, come scrive nella sua Introduzione Gilda Traini, ci immette subito in una precisa dimensione di “poesia”: come a dire che sul certo non possiamo non capirci; non ci sono casi speciali, la maniera di vivere è quella di non prendersi troppo sul serio.

Fino alla primavera del 1998 ha occupato una parte notevole del suo tempo in scuole di ogni ordine e grado, animando incontri che incrociavano percorsi di storia, poesia, autobiografia, progettualità sociale a dimostrazione della profonda fiducia da lei riposta nelle nuove generazioni.

Concludiamo questo nostro ricordo di una delle antesignane del femminismo italiano, una donna ribelle che amava stupire per le sue posizioni sempre rigorosamente “contro”, con una sua poesia tratta da Inventario delle cose certe, precisamente dal capitolo intitolato Il mio futuro vivente:

“Mamma non uscire”/Che mi succede?/Dove sono?/Sono sulla soglia di casa/ piazza Adriana numero dieci, Roma./C’è un bambino di tre anni/che si aggrappa alla mia gonna/e piange disperatamente/singhiozzando e ripetendo/”mamma non uscire/resta con me”/ma io tutta infervorata/dalle grandi prospettive/che coinvolgono tanta gente/ho la testa piena di grandi parole come:/dovere, lavoro, ideali,/giustizia e libertà./Tutte cose stupende/ma forse c’era anche qualcos’altro/meno stupendo, in verità/forse anche un po’ di vanità,/o il gusto di sentirsi lodare/sei brava, sei coraggiosa, sei intelligente./”Mamma non uscire/resta con me”/Che cosa mi ha indotto quel giorno/a strapparmi da quel lamento/da quel bambino/che era il mio vero amore/perfetto e totale/molto più profondo/dell’affezione generale/per l’umanità e per il mondo./Lui aveva soltanto me/gli altri avevano tante persone/come me e migliori di me/che sentivano con passione/il dovere, il lavoro,/il rischio che bisogna pur affrontare/per non diventare/complici del carnefice./Ma questi grandi amori per tutti/non debbono togliere nulla/ai nostri amori per uno.[…] E ora darei tutte le lodi e i libri/tutte le opere e tutte le parole/della mia vita/per ritrovarmi in quel giorno/su quella soglia/e ricominciare daccapo./Ma il tempo è una strada/che non si può ripercorrere/e i paracarri che segnano le tappe/sono di pietra molto dura./ E adesso figlio mio/adesso che mi avvio/verso la grande uscita/dal portone della vita/forse sulla soglia piangerò/perché ti debbo lasciare/e può darsi che tu/sentirai scivolare/dall’angolo dell’occhio/lungo il naso/qualcosa di bagnato/da asciugare con un fazzolettino di carta/pensando che mai più/mai più, scherzando coi ricordi, potrai dire/”Mamma non uscire”.

 

 

Sito del Centro Studi Joyce Lussu

Narrativa italiana

88. anniversario della nascita di Italo Calvino

Ritratto di Graziano Origa

Il 15 ottobre 1923 nasceva a Santiago de Las Vegas il grande scrittore e intellettuale italiano Italo Calvino. Nonostante la sua ritrosia a parlare di sé (“I dati biografici o anche soltanto anagrafici sono quanto uno ha di più privato e dichiararli è un po’ come affrontare una psicanalisi”) la sua è stata un’esistenza piena, dall’infanzia cubana agli anni della scuola in Liguria, dalla partecipazione alla Resistenza, all’attività di intellettuale militante fino all’ultimo periodo, quando era ormai un autore famoso.

La sua produzione bibliografica (consultabile dal nostro catalogo www.bibliosip.it) è vastissima ed eterogenea e continua a fornire spunti di riflessione e strumenti per la comprensione del mondo che ci circonda.

Come scrivono Luca Baranelli e Ernesto Ferrero nella Premessa a Album Clavino, Milano, Mondadori, 2003, Potremmo applicare a Italo Calvino una delle categorie da lui stesso coniate per definire un classico: “Un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.  

Sopracoperta dei Nostri antenati, illustrata con un disegno di Picasso
 

Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso e possibilmente per divertire gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezzato, fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra.

Da un’intervista con gli studenti di Pesaro, 11 maggio 1983, in Il gusto dei contemporanei, Quaderno n. 3, Italo Calvino, Pesaro 1987, p. 9