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Incontro con l’autore Giarmando Dimarti

il-tempo-che-ci-siamo-dati-copertinaVenerdì 14 ottobre alle ore 17.30 la nostra biblioteca avrà il piacere di ospitare Giarmando Dimarti per la presentazione della sua ultima fatica letteraria in versi: il tempo che ci siamo dati, Andrea Livi Editore, Fermo 2016.

L’attuale direttore della biblioteca civica “Gino Pieri” di Porto San Giorgio, che vanta ormai una cospicua produzione poetica, definisce il suo ultimo libro un’opera “marchigianissima” in quanto nella seconda parte accampano personaggi del nostro territorio, quali: il pittore Sandro Trotti,i musicisti Marcello Centini ed Euro Teodori, il famoso gruppo folk La Macina, e molti altri.

All’incontro sarà presente, come relatore, il prof. Alfredo Luzi dell’Università di Macerata mentre l’attore Vincenzo Di Bonaventura darà voce ai testi.

L’iniziativa è organizzata il collaborazione con il Punto Einaudi di San Benedetto del Tronto di Antonio Liturri.dimarti

Si tratta di un appuntamento imperdibile per gli amanti della poesia, e non solo.

Vi aspettiamo!

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Somiglia più all’urlo di un animale di Alessio Alessandrini

SKMBT_C224e14120610240_0001Presentazione del libro di poesie Somiglia più all’urlo di un animale di Alessio Alessandrini, nato nel 1974 ad Ascoli Piceno, insegnante di scuola media.

La sua prima raccolta La Vasca (2008) è risultata vincitrice del XXII Premio Letterario Camaiore nella sezione Proposta Opera Prima.

Alessio Alessandrini, quasi fosse critico d’arte, sembra operare una descrizione dei graffiti che la vita incide, a volte con sbadata crudeltà a volte con disarmante dolcezza, sul volto e sul corpo degli uomini, dove ognuno si riconosce sia vittima sia colpevole in quella che è la razionalissima eppure assurda “manutenzione del Creato”.
(dalla nota introduttiva di Lucilio Santoni).

Interverranno l’autore e Lucilio Santoni prefatore del libro.

INGRESSO LIBERO.

Presso la Saletta multimediale del 1° piano della Biblioteca.

Con la collaborazione di Punto Einaudi
San Benedetto del Tronto
Via XX Settembre 45
di Antonio Liturri

INFO: 0735.794701 – biblioteca@comunesbt.it

Poesia

Amore in versi d’autore

Di seguito una piccolissima selezione di liriche dedicate a uno dei sentimenti più importanti, l’amore, così come cantato da alcuni dei più grandi poeti.

Alda Merini (1931-2009)
Alda Merini (1931-2009)

Lirica Antica

Caro, dammi parole di fiducia
per te, mio uomo, l’unico che amassi
in lunghi anni di stupido terrore,
fa che le mani m’escano dal buio
incantesimo amaro che non frutta…
Sono gioielli, vedi, le mie mani,
sono un linguaggio per l’amore vivo
ma una fosca catena le ha ben chiuse
ben legate ad un ceppo. Amore mio
ho sognato di te come si sogna
della rosa e del vento,
sei purissimo, vivo, un equilibrio
astrale, ma io sono nella notte
e non posso ospitarti. Io vorrei
che tu gustassi i pascoli che in dono
ho sortiti da Dio, ma la paura
mi trattiene nemica; oso parole,
solamente parole e se tu ascolti
fiducioso il mio canto, veramente
so che ti esalterai delle mie pene.

Alda Merini

Amo in te 

Nazim Hikmet (1901-1963)
Nazim Hikmet (1901-1963)

Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

Amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

Nazim Hikmet

Pablo Neruda (1904-1973)
Pablo Neruda (1904-1973)

da Cento sonetti d’amore

XVII sonetto 

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

Ho sceso, dandoti il braccio 

Eugenio Montale (1896-1981)
Eugenio Montale (1896-1981)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

Paris at night 

Jacques Prévert (1900-1977)
Jacques Prévert (1900-1977)

Tre fiammiferi di fila accesi nella notte
il primo per vedere tutto il tuo viso
il secondo per vedere i tuoi occhi
il terzo per vedere la tua bocca
e l’oscurità intera per ricordare tutto questo
mentre ti stringo tra le braccia.

Jacques Prévert

Anna Andreevna Achmatova  (1889-1966)
Anna Andreevna Achmatova (1889-1966)

Lascio la casa bianca
Lascio la casa bianca e il muto giardino.
Deserta e luminosa mi sarà la vita.
Nessuna donna saprà cullarti
come io ti celebro nei miei versi:
non scordare la tua cara amica
nell’Eden che hai creato per i suoi occhi,
per me che spaccio una merce rarissima
e vendo il tuo tenerissimo amore.

Anna Achmatova

Senza di te 

John Keats (1795-1821)
John Keats (1795-1821)

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio Amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

John Keats

Pedro Salinas y Serrano (1891-1951)
Pedro Salinas y Serrano (1891-1951)

Io di piu’ non posso darti

Non sono che quello che sono.
Ah, come vorrei essere sabbia, sole, in estate!
Che tu ti distendessi riposata a riposare.
Che andando via tu mi lasciassi
il tuo corpo, impronta tenera,
tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
sopra di te, il mio bacio lento: colore,
dalla nuca al tallone, bruno.
Ah, come vorrei essere
vetro, tessuto, legno,
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
ed è nato tremila chilometri lontano!
Essere la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni,
che vedi ormai senza guardare
intorno a te, le cose
– collana, profumi, seta antica –
di cui se senti la mancanza
domandi: “Ah, ma dov’è?”
Ah, e come vorrei essere
un’allegria fra tutte, una sola,
l’allegria della tua allegria!
Un amore, un solo amore:
l’amore di cui tu ti innamorassi.
Ma non sono che quello che sono.

Pedro Salinas

Lettura

Natale tra poesia, letteratura, storia e tradizione

babiworld 032Della nascita di Gesù parlano molti Autori nelle fonti classiche, nella Bibbia (Isaia, Michea, i Salmi) e nel Nuovo Testamento in Luca e Matteo. Anche alcuni scrittori pagani come Flavio Giuseppe, Plinio il Giovane, Tacito, Svetonio hanno scritto su Gesù. Oltre ai vangeli canonici l’evento ricorre negli apocrifi come il Protovangelo di Giacomo e il Vangelo dello Pseudo-Matteo. I Padri della Chiesa, santi, beati, papi e monaci hanno scritto sulla natività, da S. Ireneo di Lione del II secolo d.C., a Efrem il Siro, a Romano il Melòde, a San Leone Magno  e S. Agostino , ai monaci cistercensi Guerrico d’Igny e Aelredo di Rievaulx dei secoli XI-XII. L’Inno alla Theotokos, universalmente conosciuto come kontakion Akatisthos è un inno liturgico, forse del secolo V, da cantare “in piedi” (a-kathistos che in greco significa “non-seduti”), che è stato e resta il modello di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti.

In poesia il tema del Natale è ricorrente dai tempi antichi ai giorni nostri. San Francesco di Assisi canta il Natale preparando il presepe, e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori compone l’inno Tu scendi dalle stelle.

Sulla natività scrivono nel secolo XIII Jacopo Varazze e Jacopone da Todi, Vittoria Colonna nel XV e Lope de Vega nel XVI, e nel secolo XVIII Heine, Manzoni e Belli. Sono molti i poeti che al 1880, dal 1881 e nel ‘900 cantano il Natale, da Gautier a Stevenson, da Pascoli a Di Giacomo, a Wilde e Gandhi. E ancora D’Annunzio, Yeats, Rostand, Madre Teresa e Rimbaud, Pirandello, Jimenez, Gozzano e Saba, Ungaretti e Pound, Pessoa, Pasternak, Christie, Brecht e Neruda, Quasimodo, Eduardo, Lorca e Giovanni Paolo II.

Fra le opere teatrali ricordiamo La nascita di Cristo una rappresentazione sacra poco conosciuta di Lope de Vega, e le parole che Shakespeare scrive nell’Amleto.

In letteratura, sono tantissimi gli scrittori che hanno cercato di far rivivere l’atmosfera natalizia, fra questi Charles Dickens, Giovanni Papini, Hegel, Mauriac, Ernest Renan, Louis Monloubou, Edouard Schuré.
Degli scrittori americani si ricorda il Natale delle piccole donne della Alcott, il giovane Holden di Salinger che non vuole i soldi dei regali di Natale e “l’amore che è il potere più duraturo che vi sia al mondo” di Martin Luther King.

Fra gli scrittori inglesi il Canto di Natale di Dickens è un classico con i Caini e gli Abeli, gli Abrami e i Baldassarri, fantasmi veri e lo Spirito del Natale. Se il racconto gotico di Dickens terrorizza e affascina il lettore, Hughes scrive di regali che fanno uno scherzo ai bambini.

Gli scrittori tedeschi trattano il Natale in modi diversi, dal serioso teatro natalizio di Goethe con teste mozzate, alle stelle che diventano monete d’oro nelle mani dell’orfanella dei fratelli Grimm, a quel dormiglione di Babbo Natale di Müller.

La svedese Lagerlöf porta una ventata di speranza con il piccolo Gesù che cerca di difendere gli uccellini da Giuda, cattivo già da piccolo, e con il libro di favole in francese che incanta la protagonista che non sa tradurre «Il y avait un roi». Andersen ci rattrista con la piccola fiammiferaia, e con la cattivissima bambina che calpestò il pane.

Gli scrittori francesi come Hugo, de Balzac, Maupassant, Leon Bloy hanno atteso il natale come la festa più bella di tutto l’anno. Il francese Hugo ci addolora con la miserabile Cosetta che sogna una bambola, e Mistral immagina i bambini che vanno incontro ai Re Magi, lungo il fiume Rodano, per portare da mangiare ai cammelli. Sartre invece si chiede se questo sarà il regno dei bambini sui genitori.

Suggestionati dall’atmosfera natalizia hanno scritto su Cristo i russi Tolstòj, Dostoevskij, Puskin, Gogol (La notte prima di Natale), Cechov, Turgenev. Il russo Tolstòj narra del ciabattino Martin che dà da mangiare agli affamati, da bere agli assetati e accoglie i forestieri, e riconosce tutti dalle scarpe. L’espediente sarà utilizzato da Alfred Hitchcock in un suo film, in cui la signora dell’ascensore riconosce le persone dalle scarpe. Dostoevskij ci raggela il sangue con la descrizione del “cantuccio” nel quale dorme l’orfanello che vede l’albero di Gesù, dopo aver vagato in cerca di cibo nella tentacolare Pietroburgo.

Tommaso da Celano immagina Francesco che prepara il presepe. Collodi, come Hugo, ricorda che la sua è una storia vera, vera, vera con il protagonista che prima stravede per un Pulcinella di legno e poi riveste un bambino cencioso.

La Marchesa Colombi descrive a tinte forti il Natale del popolo delle risaie, e Gandolin fa il verso ad una famiglia borghese che prepara il pranzo di Natale.

Fantasioso D‘Annunzio con il bambinello che rifiuta l’oro del Mago, e surreale il racconto di Pirandello con Gesù che cerca un’anima, in cui rivivere. Di buon auspicio i racconti della Deledda con doni e servi di Barbagia di nome Moisé.

Giuseppe Fanciulli parla di pace di Natale, doni e angeli smarriti. Don Primo Mazzolari si chiede “Per chi viene” Gesù, e il toscano Sanminiatelli a Natale sente voci di bimbi e versi di tacchini.

I racconti di un altro toscano, il sindaco di Firenze Piero Bargellini sono evocativi. In un raccontino un Re Mago vuole un cuore pieno di amore. Un’altra storia narra lo strazio di una mamma alla quale Erode ha ucciso il figlio, per uccidere Gesù. Il pastore sogna un Angelo, e l’oste che forniva buon vino e ottimo pane, sente una pietra sul cuore per aver scacciato una famiglia molto particolare, che trova ricovero in una stalla.
Eduardo scrive di un Natale che avrà effetti tragici, e Buzzati racconta di un prete che nega “un po’ di Dio” a un fedele perché Dio apparteneva tutto all’arcivescovo.

Silone narra di un Natale abruzzese, Castellaneta fantastica sul Meccano, Moravia ci parla del freddo di Betlemme e Rigoni Stern ricorda un Natale in trincea.

Guareschi racconta la favola della “Pasionaria che aveva solo quattro anni, ma c’erano in lei Lucrezia Borgia, la madre dei Gracchi, Mata Hari, George Sand, la Dubarry, il ratto delle Sabine o le Sorelle Karamazoff”!!!
Sciascia racconta del Natale poverissimo di un ragazzino siciliano che giocava a carte per guadagnare qualche soldo.

Italo Calvino immagina un magazziniere travestito da Babbo Natale perché “l’Ufficio Relazioni Umane voleva che anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una cerimonia collettiva”.

Di Monaco ci racconta il Natale del 5325 di una bambina che vuole invitare a pranzo gli extraterrestri, a Lucca.

Sofri e Stàino immaginano un Natale in carcere, nella stanza dei colloqui dove non ci sono angeli né bambini miracolosi, ma solo un bambino che diventa invisibile agli occhi degli adulti.

E finiamo in letizia con Achille Campanile e Gianni Rodari, due scrittori che ci hanno incantato, e continuano ancora a farlo, con le loro storie allegre, briose, piene di situazioni surreali ed esilaranti.

Che caos nel “Presepio dei sette anni” di Campanile, dove il protagonista crede che per sortilegio il presepe deve essere sempre uguale per sette anni di seguito. Così al settimo anno vediamo la cometa con la coda spelacchiata, le galline nell’ovile e le pecore nel pollaio, un eremita che spunta dal pozzo, un mendicante sul tetto, i Re Magi nel torrente e un cammello all’osteria, con tre zampe. O forse era un cammello con tre zampe all’osteria!

Gianni Rodari ci racconta di un allarme nel presepe perché c’è un pellerossa con l’ascia di guerra in mano, che viene collocato in fondo in fondo al gregge, dietro la coda dell’ultima pecora … perché sicuramente è un terrorista che vuole fare una strage!

Nella bambola a transistor, una bambina riceve in dono una bambola folle e cattivissima e per sfuggire alle sue grinfie decide di andare con i maschi a fare il salto mortale…

 Alla fine delle favole …candela

Buon Natale a bianchi e neri

rossi e gialli, volentieri!

Buon Natale a cattivi e buoni

agli schiavi e ai barboni.

Buon Natale a santi e matti

dinosauri, cani e gatti.

Buon Natale ai capitoni

fresie, alberi e torroni.

Buon Natale a belli e brutti

Buon Natale proprio a tutti.

Dalla “Lesca” … Buon Natale e Buon Anno assai speciale!

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6° Open Day – Apertura straordinaria delle biblioteche del Sistema Interprovinciale Piceno

FARE E LEGGERE POESIA IN BIBLIOTECA

L’uomo per il pane segna con l’aratro la terra nel campo.
E quando con la penna segna la carta dalle pagine darà frutti il cibo della mente.
(R. Tagore)

Una giornata di festa in Biblioteca
con reading di poesia, letture animate, laboratori, merenda, scaffale tematico e novità editoriali in occasione del sesto compleanno del Polo bibliotecario SIP.

Ore 11 – Presentazione del libro di poesie “A una rima di vento” di Enrica Loggi.

Ore 16 – Apertura straordinaria della Biblioteca.

Ore 17 – Letture animate, laboratori e merenda.

INGRESSO LIBERO

Ore 11 – Presentazione a cura della giornalista e scrittrice
Antonella Roncarolo del libro di liriche “A una rima di vento”, la sesta pubblicazione in versi di Enrica Loggi.

A una rima di vento
Enrica Loggi

L’Autrice è presente nelle antologie: Serenissima 1995, a cura di Silvio Ramat, La poesia delle Marche, Il Novecento di Guido Garufi (Il Lavoro Editoriale), Melodie della terra di Plinio Perilli (Crocetti). È inoltre presente nella rassegna antologica della rivista Poiesis a cura di Dante Maffia (settembre 2000), in 21 poeti e la luce dell’Associazione Culturale Koln press 2001 e Porta Marina, a cura di Massimo Gezzi e Adelelmo Ruggeri (PeQuod 2008).
Pubblica nel 2002 il quinto libro di liriche, Il talento dei giorni, con prefazione di Paolo Ruffilli, edito presso la Stamperia dell’Arancio di Grottammare.
Ha condotto laboratori di poesia, partecipato a convegni. Collabora con le riviste Collettivo R di Firenze e Ut di Sano R di Firenze e Ut di San Benedetto del Tronto, di cui è anche redattrice.

Altri scritti, pensieri, poesie inedite sono presenti nel suo blog Nel soffio della poesia http://nelsoffiodellapoesia.blogspot.com/

Ore 17 – Letture animate, laboratori di disegno con polvere di stelle.

“Stellina”
scritto e illustrato da Arcadio Lobato.
Ogni sera la mamma legge a Marika la sua fiaba preferita che parla di principesse e favolosi palazzi e quando una notte Stellina scende dal cielo per vedere la principessa di cui le è arrivata eco Marika usa tutta la sua immaginazione per non deluderla.

“La stella di Laura”
scritto da Klaus Baumgart.
Una notte che non riesce a dormire, Laura vede una stella cadere sul marciapiede di fronte alla sua casa. La bimba la soccorre e la porta nella propria cameretta. Ma il mattino seguente… Una storia tenera sull’amicizia, che ci insegna come a volte sia inevitabile separarsi da ciò che si ama.

Al termine delle letture seguirà una merenda a base di pane, prosciutto e un particolare olio. Si tratta infatti dell’olio extra vergine d’oliva “Piazza Bambini del Mondo” realizzato con il contributo degli studenti della scuola “Bice Picentini” che hanno raccolto le olive delle piante antistanti il palazzo municipale e le hanno portate presso il Frantoio & Biofattoria “Aleandri” di Borgo Miriam per la produzione. Questo nell’ambito di un progetto di educazione alimentare e culturale a cura del Settore cultura, turismo e istruzione scolastica in collaborazione con il Servizio Parchi e Giardini e l’Istituto Scolastico Comprensivo Centro.

Info: Biblioteca multimediale “G. Lesca”
Tel.: 0735.794701-04
e-mail: biblioteca@comunesbt.it