Bibliografie, Eventi

Leggere il Musical

Mancano solo cinque giorni all’inizio del MEF, Musical Europa Festival e, a tal proposito, vi segnaliamo di seguito una bibliografia di testi da leggere per saperne di più su questo genere di spettacolo musicale (per la cui definizione e breve storia rimandiamo alla voce dell’Enciclopedia italiana online Treccani.it).

 Questi i testi che potete trovare in Biblioteca:

Dante Albanesi (a cura di), Da Cabiria a Moulin Rouge: un secolo di musica per il cinema, San Benedetto del Tronto, Cineforum San Benedetto del Tronto, stampa 2002

Wim Wenders, L’idea di partenza: scritti di cinema e musica, Firenze, Liberoscambio, 1983

Sergio Miceli, Musica e cinema nella cultura del Novecento, Firenze, Sansoni, 2000

1: Il Novecento, Torino, Einaudi, 2001, che fa parte di Jean-Jacques Nattiez (diretta da), Enciclopedia della musica

Famiglia Cristiana, Un secolo di cinema : Western, gialli, cartoni animati, film drammatici o comici, fantascienza e musical: il grande schermo offre qualcosa a tutti, dal bambino all’intellettuale (…), Alba, Periodici San Paolo, stampa 1994

Giancarlo Pretini, Spettacolo leggero: dal music-hall, al varietà, alla rivista, al musical, Udine, Trapezio libri, stampa 1997

Di questo testo segnaliamo in particolare la Parte Quarta che illustra in dettaglio i seguenti repertori:

  • Revivals e spettacoli celebrativi
  • Terminologia dello spettacolo leggero
  • Vocabolarietto
  • Bibliografia dello Spettacolo Leggero
  • Bibliografia Italiana, per ordine cronologico
  • I protagonisti dello Spettacolo Leggero
  • Filmografia
  • Produzioni televisive

Tra gli articoli:

Storiografia musicale italiana e musica del cinema / Sergio Miceli in Musica/realtà : rivista quadrimestrale Fasc.: Vol.   17, Anno 1996, N.    50, PP. 191-20

Tipologie filmico-musicali. Il musical americano (I) / Sergio Miceli in Musica/realtà : rivista quadrimestrale Fasc.: Vol.   25, Anno 2004, N.    75, PP. 21-50

Tipologie filmico-musicali. Il musical americano (2) / Sergio Miceli in Musica/realtà : rivista quadrimestrale Fasc.: Vol.   26, Anno 2005, N.    76, PP. 23-52

Presso le altre biblioteche del Polo potete trovare:

4: Altri generi di teatro musicale, Torino, UTET, 1995 in Musica in scena: storia dello spettacolo musicale, Alberto Basso (diretta da), Torino, UTET

Claver Salizzato, Ballare il film, Milano, Savelli, 1982

Gabriele Lucci, Musical, Milano, Electa, L’Aquila, Accademia dell’immagine, 2006

Walter Mauro, Il musical americano da Broadway a Hollywood, Roma, TEN, 1997

Angelo Petrosino, La stella del musical, Milano, Piemme junior, 2010

In commercio, tra gli altri:

Piero Pruzzo, Musical americano in cento film, La Mani MicroArt’s, 1995

Simone Arcagni, Dopo Carosello. Il musical cinematografico italiano, Falsopiano, 2006

La Polla F., Moteleone F. (a cura di), Il cinema che ha fatto sognare il mondo: la commedia brillante e il musical, Bulzoni, 2002

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Eventi

Estate a tempo di Musical

Dal 18 al 22 luglio approda a San Benedetto del Tronto la prima edizione del MEF, Musical Europa Festival in programma sui palcoscenici del Teatro comunale Concordia e del PalaRiviera e in altri luoghi della città. Il MEF è un’idea del compositore Gianni Togni per donare un luogo d’incontro a tutti gli appassionati e addetti ai lavori del “musical”,  genere teatrale di grande successo, ma spesso colpevolmente ignorato.

Cos’è dunque il musical? Quando e dove nasce?

Musical. Abbreviazione di M. play o M. comedy (commedia musicale), passata a significare in tutte le lingue una forma di spettacolo tipicamente americana. Si tratta di una rappresentazione teatrale con dialoghi parlati, canti (songs, cori, pezzi d’assieme) e danze, generalmente diviso in due atti, più raramente in 3 atti o in atto unico.

Nato nella seconda metà del secolo scorso negli Stati Uniti d’America risentì originariamente dell’influenza dell’operetta. In seguito vi confluirono vari generi spettacolari, talvolta fenomeni di breve durata che finirono con l’essere totalmente inseriti nella struttura, in continua evoluzione, del Musical: tra essi minstrel show, burlesque, extravaganza, vaudeville, pantomima, balletto, rivista. Il Musical pertanto non può venire definito come genere in modo rigido; sua caratteristica costante è rimasta però l’aderenza, nonostante lo sviluppo di riferimenti letterari, alla realtà popolare americana.

Alla fine del secolo scorso e nei primi decenni del nostro, il Musical si basava su effetti spettacolari, sull’esotismo, e naturalmente, sull’avvenenza delle soubrettes più che sul legame tra spettacolo, musica e danza; col nuovo secolo emersero alcune figure di produttori-registi che diedero un fondamentale impulso allo sviluppo del genere; primo fra tutti Florenz Ziegfeld, il quale dal 1907 al 1932 (anno della sua morte) presentò annualmente spettacoli intitolati Ziegfeld Follies.

Successivamente emersero la famiglia degli Schubert, cui tuttora è legata gran parte dell’organizzazione di Broadway, Charles B. Dillingham e molti altri; tra il primo ed il terzo decennio del secolo molti spettacoli annuali insidiarono il prestigio delle Follies che contribuirono al sorgere non solo di un’organizzazione adeguata, ma anche di un vivaio di attori, musicisti e librettisti poi utilizzati dal Musical classico.

(da Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, UTET)

Il corrispettivo del musical in Italia è la commedia musicale, fiorita sulle ceneri della Rivista a grande spettacolo. Negli Stati Uniti erano già stati prodotti grandi entusiasmanti lavori, ovviamente pubblicizzati in grande stile e fatti conoscere al pubblico più vasto con le trasposizioni cinematografiche. Nei teatri di Broadway erano già arrivati al successo: Show boat (1927), Ho sposato un angelo (1938), Oklahoma (1934), Carousel (1945). E poi, ancora, successivamente, My Fair Lady (1956) e West Side Story (1957).

In Italia avevamo già visto sul palcoscenico qualche cosa che vi si avvicinava: basta andare con i ricordi al lavoro dei fratelli Schwarz del 1931, Al cavallino Bianco. Ancora, in piena Seconda Guerra Mondiale e nel primissimo dopoguerra, erano già commedie musicali: Scandalo al collegio (1943) con Macario, Febbre Azzurra (1945); Follie di Amleto (1946), Le educande di San Babila (1947).

Furono Pietro Garinei e Sandro Giovannini a ideare e a inscenare la prima commedia musicale all’italiana: Attanasio Cavallo Vanesio, con il comico Renato Rascel nelle vesti di mattatore e le tre Peter Sister’s, enormi ballerine e cantanti, che facevano da contraltare.

Nel 1950 i due nostri autori presero in gestione il Teatro Sistina di Roma, che con loro divenne il tempio dello Spettacolo Leggero italiano. E fu proprio in quella roccaforte che crearono le loro più belle riviste e tutte le commedie musicali, tra cui Alvaro piuttosto corsaro (1953) con Rascel e le Peter Sister’s; Giove in Doppiopetto (1954) con Carlo Dapporto e Lauretta Masiero; Buona notte Bettina (1956) con Walter Chiari e Delia Scala; Carlo non farlo (1956) con Carlo Dapporto e Lauretta Masiero e tanti altri con protagonisti quali Giovanna Ralli, Mario Carotenuto, Nino Manfredi, Paolo Pannelli, il Quartetto Cetra, Sandra Mondaini.

Rugantino (1962) con Nino Manfredi, Lea Massari, Aldo Fabrizi, Toni Ucci e Bice Valori, in dialetto romanesco, fu presentata a Broadway in edizione originale, unica produzione italiana rappresentata negli Stati Uniti, in Argentina e in Canada.

Risalgono agli anni Settanta spettacoli quali Alleluia Brava Gente (1970) con Renato Rascel, Gigi Proietti e Mariangela Melato; Aggiungi un posto a tavola (1974) con Johnny Dorelli, e Daniela Goggi; Felicibumtà (1977) con Gino Bramieri.

Bravo del 1981, con Enrico Montesano, segna la fine della Commedia musicale a grande respiro e anche del marchio Garinei & Giovannini.

(da Spettacolo leggero: dal Music-Hall, al Varietà, alla Rivista, al Musical di Giancarlo Pretini, ed. Trapezio).

La fortuna della commedia musicale nel corso di un secolo segnato da numerosi e frequenti mutamenti (di mercato, di politica, di gusto e di costume) dimostra che questo tipo di teatro musicale è dotato di due caratteri essenziali alla vitalità di un genere spettacolare nel lungo periodo: adattabilità alle trasformazioni e permanenza di un certo numero di convenzioni drammaturgiche. Ciò che ha permesso al musical di sopravvivere come genere dotato di una specifica natura spettacolare è proprio la permanenza di certe convenzioni che ne determinano la natura profonda e soddisfano le attese del suo pubblico: del pubblico di oggi come quello di ieri.

Osservato da una prospettiva antropologica oltreché artistica, il musical è dunque un oggetto di studio e di riflessione che permette di cogliere qualche riflesso della cultura e della società che l’ha generato e continua a rigenerarlo.

(da Enciclopedia della musica, diretta da Jean-Jacques Nattiez, Einaudi)

Dal 18 al 22 luglio ci si potrà immergere nel movimentato mondo del musical grazie a eventi, proiezioni di film musicali, stage di danza, lezioni di canto e recitazione tenuti da professionisti del settore come Franco Miseria e Gino Landi, Saverio Marconi e Massimo Romeo Piparo, Chiara Noschese e Manuel Frattini, Giampiero Ingrassia e il maestro di scherma Renzo Musumeci Greco e con le due serate di gala conclusive che si terranno al PalaRiviera presentate dalla conduttrice Rita dalla Chiesa e durante le quali ospiti famosi racconteranno la storia del musical.

Ogni giorno sarà possibile sorseggiare un aperitivo  in cinque diversi chalet del Lungomare con i personaggi che hanno fatto la storia del musical. Il Mef è inoltre l’occasione per alcuni giovani talenti nostrani di mostrare le loro capacità artistiche di fronte ai più importanti produttori ed esperti del settore.

Per il Programma dettagliato, consultare il calendario eventi.