Eventi, Storia e cultura locale

“San Biagio”, si ricordano le figure di funai, canapini e retare

Per l’ottavo anno consecutivo si rinnova il tradizionale appuntamento che celebra gli antichi mestieri della civiltà marinara sambenedettese: funaio, canapino e retara.

Infatti, il 3 febbraio, nella giornata di San Biagio, patrono della categoria, la città di San Benedetto del Tronto vuole rendere omaggio a coloro che in passato hanno svolto tali mestieri, professioni fondamentali nella storia dell’economia, e quindi della cultura, cittadina.

festa_dei_Funai_14Quest’anno la celebrazione, organizzata in collaborazione con il Circolo dei Sambenedettesi, si svolgerà dunque lunedì 3 febbraio, alle ore 10, nel Museo della Civiltà Marinara delle Marche. Durante l’iniziativa, dal titolo “Il sentiero e la ruota”, si ascolteranno le testimonianze di vita di funai che spiegheranno il loro duro ma importante lavoro svolto quando erano semplici bambini e giovanotti chiamati ad aiutare gli uomini e le donne che filavano la canapa.

Ci siamo già occupati dei protagonisti di quel mondo ormai lontano in un nostro articolo precedente.

Oggi desideriamo farlo attraverso la testimonianza di Alberto Perozzi che in un articolo intitolato Storia sambenedettese: funai, canapini e spagaroli. Una ruota che girava male  (tratto da Flash: quattordicinale di vita picena , A.7 , n.100, luglio 1986, pp.47-49) così scriveva: 

Immagini tratte da Vota cì! a cura di Nazzareno Grannò
Immagini tratte da Vota cì! a cura di Nazzareno Grannò

“Prima della guerra io conoscevo cento bambini che non potevano venire con noi a giocare perché dovevano girare la ruota. E non potevano venire nemmeno a scuola. Lo facevano saltuariamente […]. Quei bambini stavano tutto il giorno attaccati alla ruota, attenti a farla girare rispettando la velocità richiesta dallo spagarolo per attorcigliare lo spago. Dodici – quattordici ore inchiodati sotto il sole, riparandosi sotto ombrelli sgangherati issati su sostegni di fortuna. Durante l’inverno accendevano piccoli fuochi per riscaldarsi, soprattutto i piedi e le mani, che l’immobilità rendeva pezzi di ghiaccio.”

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Immagini tratte da Vota cì! a cura di Nazzareno Grannò

“[…] I canapini dovevano “pettinare la canapa”. La tecnica primordiale seguita li esponeva al pericolo grave di contrarre la tubercolosi. Le spore della canapa, veri e propri aculei, inspirati in grande quantità, ferivano i polmoni e facevano sputare sangue. […] I locali dove la canapa veniva lavorata erano angusti e scarsamente illuminati. […] Anche per il canapino le sofferenze provocate dal mutare delle stagioni erano terribili. D’inverno il freddo screpolava le mani e dentro le ferite si inseriva la polvere della canapa, che provocava un bruciore insopportabile. D’estate il caldo costringeva gli operai a denudarsi completamente, per cercare di resistere il più a lungo possibile dentro i locali surriscaldati, immersi nella cortina di polvere.”

Le indicibili difficoltà di tali antichi mestieri sono evidenti da questa sentita testimonianza ma emergono in tutta la loro crudezza anche dalle poesie in vernacolo ad essi dedicate, come in Lu fenàre di Giovanni Vespasiani (tratta da Poesie in vernacolo sambenedettese: *ieri e oggi / [a cura di Carlo Giorgini, Enrico Liburdi, Giovanni Pompei, Armando Marchegiani, Luigi Vandolini]. – San Benedetto del Tronto: Banca popolare di San Benedetto del Tronto, 1974:

E lu fenàre grùlle: “Vota, ci’!!” / Lu frechì vòte… da matine a ssere, / Sòtte a lu sòle ardente, a la bbufère, / Penzènne: “Nen jarrà sempre ccuscì!”

E lu fenàre file… p’ammucchià / Tante fezzùle pe’ lu patrunale!… / Fatìje se tsa ‘n fòrze o se sta male, / Pe’ repertà llà ccase ‘n pu’ de pa’!!

.   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .

‘N ce sta fatìje dure e tante amare…, / Cròce più gròsse da putè ‘ncullà…,

De chelle che trascìne lu fenàre, / Su lu calvarie de la puvertà!!

Immagine tratta dal sito http://marchemarinare.cultura.marche.it/index.htm
Immagine tratta dal sito http://marchemarinare.cultura.marche.it/index.htm

Vi rimandiamo al seguente link del sito La civiltà marinara nella Marche per visionare altre immagini che documentano e colgono gli aspetti legati alla quotidianità dei lavori di retare, velare, funai e canapini, collaterali ma fondamentali per la vita marinara.

Le foto riprodotte riguardano il mondo marinaro sambenedettese nella prima metà del novecento.

 

 

 

 

 

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