Bibliografie

27 gennaio – Giornata della Memoria

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell’articolo 1 della legge italiana definisce così le finalità del Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

(da:  http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria)

shoah
Dal sito http://www.valberici.eu/archives/6399

A tal proposito abbiamo preparato una breve bibliografia tematica con romanzi e saggi sull’argomento e allestito un piccolo spazio presso lo Scaffale delle novità. Ovviamente non è affatto esaustiva e per questo rimandiamo all’ottima selezione curata dal sito WUZ cultura & spettacolo.

Come ogni anno il Comune di San Benedetto celebrerà tale giornata anticipando la commemorazione a sabato 26 gennaio presso l’auditorium comunale “G. Tebaldini”, dove, dalle 10, si svilupperà l’iniziativa “I Giusti e la memoria della Shoah” organizzata in collaborazione con l’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche e dell’Età Contemporanea (ISML) di Ascoli Piceno e la sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

“Lo constato ogni volta in me stessa: quando si è toccato il limite della disperazione e si crede di non poter più andare avanti, ecco la bilancia tracolla dall’altra parte, e si può ridere e prender la vita come viene. Dopo un lungo periodo di forte depressione ci si può d’un tratto sollevare tanto in alto su questa miseria terrena da sentirsi più liberi e leggeri che mai. Sto di nuovo molto bene ma per qualche giorno è stata una vera disperazione. L’equilibrio si ristabilisce ogni volta. Cari miei, che strano mondo.

Qui è un vero manicomio, di cui ci toccherà vergognarci per tre secoli.”

(da 29. A Han Wegerif e altri, Westerbork, 5 luglio [1943], Lettere 1942-1943 di Etty Hillesum)

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