Lettura

Libri e amicizia

amicìzia s. f. [dal lat. amicitia, der. di amicus «amico»]. – 1. a. Vivo e scambievole affetto fra due o più persone, ispirato in genere da affinità di sentimenti e da reciproca stima: a. profonda, pura, disinteressata (o, al contrario, interessata, superficiale o apparente, e dichiarata o mantenuta soltanto per l’utilità materiale o il vantaggio che se ne può trarre); a. falsa, incostante, ecc.; vincoli, legami di a.; fare, stringere a., legarsi d’a. con qualcuno, meno com. stringersi in a. con qualcuno; coltivare l’a. o un’a.; rompere, guastare l’amicizia.

Amicizia, Pablo Picasso

L’amicizia è un tema che pervade molte opere, sia filosofiche che letterarie: dal Liside di Paltone in cui il filosofo ne illustra il concetto, all’Etica Nicomachea di Aristotele dove, nel terzultimo e penultimo capitolo, il pensatore greco la delinea considerandola una cosa non soltanto necessaria, ma anche bella, infatti nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se fosse provvisto in abbondanza di tutti gli altri beni, l’amicizia è una virtù o s’accompagna alla virtù. Anche Cicerone la elogia nel suo dilogo filosofico Laelius de amicitia del 44 a-C.

In letteratura segnaliamo, tra gli altri, Hermann Hesse il quale, nel romanzo Narciso e Boccadoro narra la storia di un giovane aspirante monaco, il primo, e del suo allievo, un artista psicologicamente incerto e destinato ad un’esistenza vagabonda. I due finiscono col rappresentare antiteticamente la filosofia dell’autore: spirito e natura contrapposti che, se non compenetrati, non potranno mai aspirare alla piena realizzazione.

Fred Uhlman raccoglie i suoi ricordi personali ne L’amico ritrovato, il cui incipit dà già l’idea del profondo legame che unirà per tutta la vita il giovane ebreo tedesco e il suo compagno di scuola Konradin: Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.
Ricordo il giorno e l’ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione.

Andrea De Carlo racconta invece in Due di due l’amicizia di Mario e Guido, sessanttottini sui banchi della prima liceo che finiscono con l’intraprendere vite diverse una volta terminata la scuola. Così Mario descrive il suo incontro con l’amico: La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite, da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva. Il ricordo che ho del nostro primo incontro è in realtà una ricostruzione, fatta di dettagli cancellati e aggiunti e modificati per liberare un solo episodio dal tessuto di episodi insignificanti a cui apparteneva allora.

Il cacciatore di aquiloni dello scrittore americano di origine afgana Khaled Hosseini racconta la storia dell’amicizia tra due bambini di diverse etnie, Pashtun e Hazara, uniti e divisi dagli inesplicabili casi della vita che attorcigliano i loro fili come quelli degli aquiloni. Il protagonista, Amir, riassume fin dall’inizio la trama del racconto, condensata nei suoi pensieri di adulto: Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto. Nell’estate del 2001 mi telefonò dal Pakistan il mio amico Rahim Khan. Mi chiese di andarlo a trovare. In piedi in cucina, il ricevitore attaccato all’orecchio, sapevo che in linea non c’era solo Rahim Khan. C’era anche il mio passato di peccati non espiati. Dopo la telefonata andai a fare una passeggiata intorno al lago Spreckels. Il sole scintillava sull’acqua, dove dozzine di barche in miniatura navigavano sospinte da una brezza frizzante. In cielo due aquiloni rossi con lunghe code azzurre volavano sopra i mulini a vento, fianco a fianco, come occhi che osservassero dall’alto San Francisco, la mia città ‘adozione. Improvvisamente sentii la voce di Hassan che mi sussurrava: Per te farei qualsiasi cosa. Hassan, il cacciatore di aquiloni.

Elena Ferrante racconta invece un’amicizia tutta la femminile nel suo L’amica geniale: Elena Greco – detta Lenuccia – e Raffaella – per tutti Lina , ma che per l’amica sarà sempre Lila, si tengono strette l’un l’altra lungo tutto il corso di una vita.
E le due vite partono parallele, in un rione popolare della Napoli degli anni cinquanta, per poi proseguire lungo traiettorie distinte, inscritte nelle contingenze e nelle scelte dettate da due caratteri diversi.

Concludiamo questa breve rassegna sul tema dell’amicizia con una citazione da L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, la storia dell’incontro di due anime simili che, con la frequentazione quotidiana, riescono a comprendere molte cose di sé stesse:  Fatevi una sola amica, ma sceglietela con cura.

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2 thoughts on “Libri e amicizia”

    1. Ci dispiace che non abbia gradito il nostro contributo. Non crediamo di dover censurare nessun tipo di commento, tanto meno quelli in cui si esprime liberamente la propria opinione. Buona giornata!

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